• PrimaSC01
  • SecondaSC2PP
  • Home

Emergenza COVID ed effetti sulle controversie di lavoro

 di Gionata Cavallini
Articolo di prossima pubblicazione in Wikilabour.

L’assenza di previsioni ad hoc per il processo del lavoro nel d.l. 11/2020
Il presente contributo intende approfondire le ricadute dell’emergenza sanitaria sull’operatività della giustizia del lavoro, alla luce d.l. 8 marzo 2020, n. 11, del successivo d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. “Cura Italia”), e dei primi provvedimenti assunti dagli Uffici Giudiziari italiani, con la precisazione che sono ancora in vigore anche le disposizioni “specialissime” contenute nell’art. 10, d.l. 2 marzo 2020, n. 9, destinate alle aree delle vecchie “zone rosse” e relativi circondari di tribunale.
Come è evidente, il quadro è in continua evoluzione e occorre dare l’avvertenza che il contributo potrebbe essere stato in parte superato dagli eventi.
Né il d.l. 11/2020, né il d.l. 18/2020 contengono norme specificamente destinate al processo del lavoro, previste invece in alcuni dei provvedimenti adottati da singoli uffici (ad esempio, le linee guida della Corte d’Appello di Milano del 13 marzo 2020).
Anche per il processo del lavoro occorre quindi fare riferimento, almeno in prima battuta, alle disposizioni previste per i giudizi civili in generale.
Tali previsioni si muovono lungo due direttrici:...


Il documento integrale è scaricabile cliccando sul seguente link: << Download File .pdf >>


 

Emergenza COVID e obblighi di protezione, controlli e gestione della privacy

 A cura di Elena Poli, Stefania Mangione e Alberto Piccinini
Articolo di prossima pubblicazione in Wikilabour.

Il diffondersi del contagio da “Coronavirus COVID-19” ed il susseguirsi dei provvedimenti adottati dal Governo al fine di limitarne l'estensione, rendono necessarie alcune riflessioni e puntualizzazioni sui riflessi in materia di rapporto di lavoro sia delle misure adottate dal Governo - da ultimo con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 - , che dei comportamenti posti in atto dalle aziende. La materia è divenuta oggetto del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto dalle parti sociali il 14 marzo 2020, dopo le sollecitazioni dei sindacati confederali e la proclamazione dello sciopero da parte delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici.

In particolare, con riguardo agli obblighi di protezione in capo al datore di lavoro ed al dovere di collaborazione del dipendente non si può dimenticare che il testo unico in materia di salute e sicurezza (D.lgs. n 81/2008) dedica il Titolo X proprio al rischio da esposizione ad agenti biologici, nella definizione dei quali rientra certamente il “COVID-19”, dettando misure specifiche da adottare a protezione dei lavoratori, le quali non possono che essere prese a riferimento in relazione al rischio di contagi, anche ai sensi della norma generale di cui all’art. 2087 c.c.


Il documento integrale è scaricabile cliccando sul seguente link: << Download File .pdf >>


 

NOTA DI COMMA2

CORONAVIRUS, EMERGENZA SANITARIA E DIRITTO AL LAVORO

Il diffondersi del contagio da “Coronavirus COVID-19” ed il susseguirsi dei provvedimenti adottati dal Governo al fine di limitarne l'estensione rendono necessarie alcune riflessioni e puntualizzazioni sui riflessi in materia di rapporto di lavoro sia delle misure adottate dal Governo, che dei comportamenti posti in atto dalle aziende.

Va in primo luogo affrontato il problema della legittimità della pretesa da parte di alcune aziende di sottoporre i propri dipendenti ad accertamenti sanitari (in genere rilevazione della temperatura corporea) e alla compilazione di questionari, o al rilascio di autocertificazioni in merito a circostanze di fatto relative alle loro abitudini di vita, ai loro recenti movimenti, o al loro stato di salute (febbre, tosse, ecc.).

Si rammenta in primo luogo che l’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori prevede che “Sono vietati accertamenti...

L'intero documento è scaricabile cliccando sul seguente link: << Download File .pdf >>

 

 

Jobs Act: c'è un giudice a Strasburgo

di Enzo Martino
Articolo pubblicato in contemporanea con Volere la Luna.

C'era grande attesa per la decisione della Comitato Europeo dei Diritti Sociali sul contratto a “tutele crescenti” introdotto nell'ambito del Jobs Act.
Le aspettative di chi si augurava un altro colpo di scure alle nuove norme sui licenziamenti non sono andate deluse.
Il verdetto è molto netto: l'Italia ha violato la normativa comunitaria in materia di licenziamenti illegittimi intimati ai lavoratori assunti dopo il 6 marzo 2015.

Con decisione resa pubblica l'11 febbraio 2020, il Comitato di Strasburgo ha infatti pienamente accolto il ricorso collettivo presentato nel 2017 dalla CGIL, con il sostegno della Confederazione Europea dei Sindacati, nel quale si denunciava la violazione in particolare dell'art. 24 della Carta Sociale Europea (trattato internazionale ratificato e reso esecutivo dall'Italia che, insieme alla Convenzione europea dei diritti umani, assicura i diritti fondamentali ai cittadini dell'Unione).

Una delle pietre miliari della riforma renziana del mercato del lavoro è stata dunque ritenuta in rotta di collisione con il diritto dell'Unione; anzi, la sua stessa filosofia di fondo, quella cioè di volere predeterminare e limitare al massimo i costi degli abusi perpetrati in danno dei lavoratori, esce

Continua a leggere

 

 

Sede

Via San Felice, 6
Bologna 40122 - Italia
Tel.: +39 349 2855 451
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Comma2.it | All rights Reserved.