COMUNICATO


Come è noto, mentre erano in corso gli incontri presso l’“osservatorio permanente”  del Ministero del Lavoro tra le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative  al fine di pervenire alla stipula di un nuovo CCNL per la regolamentazione delle attività dei rider entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge (2 novembre 2020) Assodelivery, senza darne notizia né al Ministero del Lavoro né alle OO.SS. partecipanti, ha avviato contatti (paralleli e segreti) con la Organizzazione UGL: che non è, all’evidenza, sindacato «comparativamente più rappresentativo sul piano nazionale» rispetto a CGIL-CISL e UIL, il cui contratto del settore logistica avrebbe trovato applicazione in caso di mancato accordo.

Tali contatti approdavano alla stipula tra Assodelivery e UGL di un «contratto collettivo Nazionale per la disciplina delle attività di consegna di beni per conto altrui, svolta da lavoratori autonomi, c.d. rider»; lo stesso veniva trasmesso al Ministero del Lavoro in data 16.09.2020 che  rispondeva, attraverso il suo ufficio legislativo,   in data 17.09.2020 con un duro comunicato indirizzato ad Assodelivery  nel quale venivano evidenziati tutti i profili di illegittimità di detto contratto.

Le associazioni sindacali stanno valutando come contrastare, in ogni sede – politica e giudiziaria – una simile condotta.

Nel frattempo, Deliveroo ha inviato ai suoi “collaboratori” una comunicazione in cui testualmente scrive “Se non firmerai il nuovo contratto di collaborazione entro il 2 novembre, a partire dal giorno 3 novembre non potrai più consegnare con Deliveroo poiché il tuo contratto non sarà più conforme alla legge. Se non desideri continuare a consegnare con Deliveroo secondo i termini previsti dal CCNL, questa e-mail costituisce il preavviso formale della risoluzione del tuo attuale contratto che terminerà il giorno 2 novembre 2020”.

Deliveroo, quindi, condiziona la possibilità a proseguire il lavoro alla adesione ad un contratto collettivo che prevede, tra le altre cose,  la qualificazione indebita del rapporto di lavoro come “autonomo”, l’elusione delle garanzie del lavoro subordinato, espressamente estese ai collaboratori etero-organizzati che lavorano per le Piattaforme (ma escluse in presenza di validi accordi collettivi), l’elusione della garanzia di un compenso parametrato ai minimi del CCNL  senza alcuna garanzia di un compenso minimo orario, la totale libertà di licenziamento.

L’Associazione Comma2 ritiene che possano ravvisarsi ipotesi di reato  nella minaccia di risoluzione del contratto in caso  di mancata adesione a quel CCNL - sottoscritto da una OS di nuovo conio affatto legittimata a farlo e grevemente lesivo dei diritti che il legislatore ha previsto a tutela dei Riders per sottrarli alle attuali generalizzate condizioni di pesante sfruttamento - per trarne diretto ed illegittimo vantaggio  e conseguentemente ha depositato e sta depositando in alcune città (Roma, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Milano), una denuncia/esposto presso le rispettive Procure.

Valuteranno i giudici se anche qui, come nel caso di Uber Italy, e come a noi pare, possano ravvisarsi comportamenti delittuosi finalizzati allo sfruttamento dei ciclo-fattorini.

Per quanto riguarda Comma2 continueremo a promuovere e coordinare iniziative di politica giudiziaria di contrasto rispetto a comportamenti e normative che si propongono la riduzione delle tutele dei lavoratori, con il fine di rimuovere gli ostacoli frapposti all’attuazione dei principi costituzionali.

Il Direttivo


 

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