Concorrenza, mercato del lavoro e diritti dei lavoratori.

Contributo della Professoressa Patrizia Tullini, Ordinaria di Diritto del Lavoro all'Università di Bologna, su concorrenza, mercato del lavoro e diritti dei lavoratori.

Patrizia TulliniSi è sempre riflettuto poco sulla funzione di regolatore della concorrenza svolta dal diritto del lavoro, intesa come capacità di contrastare la competizione al ribasso tra i lavoratori nell’accesso al mercato del lavoro e quella tra imprese fondata sulle condizioni e sul costo del lavoro. Il contrasto dei fenomeni distorsivi della concorrenza e del dumping sociale è stato evidente alle origini della disciplina, ma poi s’è perso di vista e la cultura giuslavorista s’è concentrata soprattutto sulla funzione protettiva e di riequilibrio di potere nell’ambito della relazione individuale e collettiva di lavoro.

In questo modo sono sfuggite, o forse sono state sottovalutate, alcune fasi essenziali della storia recente. Durante gli anni che hanno segnato il passaggio di secolo, caratterizzati dai processi di de-regolamentazione e flessibilizzazione della disciplina, è rimasto in ombra l’allentamento della capacità anti-concorrenziale del diritto del lavoro. Ciò che veniva rimesso in causa non era solo il quantum della protezione (cioè, la quantità di tutela inderogabile che veniva sottratta ai lavoratori) ma, più a fondo, entrava in crisi l’emancipazione dell’intera disciplina lavoristica dalle regole generali del mercato, e dunque la sua vocazione anti-concorrenziale.

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