Interventi

Con Ordinanza del 26 luglio il Tribunale di Roma ha sollevato questione di costituzionalità di alcune norme del contratto a tutele crescenti, con particolare riguardo all'assoluta inadeguatezza dell'indennità spettante al lavoratore illegittimamente licenziato.
I profili di contrasto con i principi costituzionali e di diritto comunitario del Jobs Act sono già stati da tempo evidenziati da Comma2, che è nata anche per contrastare quelle norme sul piano giudiziario.

Trib.-Roma-Ordinanza-26.07.2017-Est.-Cosentino-Incostituzionalità-Tutele-Crescenti  << Download File .pdf >>

 

enzo martinoIl 20 luglio Enzo Martino è stato sentito, assieme ad altri tre esperti, sulla Carta dei Diritti della Cgil e sul Progetto di Legge N. 4388 di riforma dell'articolo 18 Statuto dei Lavoratori.
In tale occasione l'Avv. Martino ha illustrato alla Commissione Lavoro della Camera, presieduta dall'On. Damiano, alcune criticità del Progetto Laforgia, e nel contempo ha indicato tre priorità di intervento urgente in materia di:
1. Regime sanzionatorio in caso di licenziamento illegittimo
2. Acausalità dei contratti a tempo determinato e di somministrazione
3. Accesso alla giustizia
Ecco il testo integrale del documento consegnato alla Commissione, nel quale viene anche presentata Comma2. >> Download File .pdf <<


Giovedì 20 Luglio 2017 ore 13:30
Camera dei Deputati - COMMISSIONE LAVORO
Licenziamento illegittimo, audizione esperti
>>Diretta streaming dell'avvenimento - Video<<


 

Come tutti sapete sono state raccolte milioni di firme perché si tenessero tre referendum sui licenziamenti, appalti e voucher.

Il primo di questi tre, il più temuto, quello che si prefiggeva di ripristinare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori in tutti i casi di licenziamento illegittimo, è stato dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale con una sentenza quantomeno opinabile, se è vero – come è vero – che la decisione è stata presa solo a maggioranza, con parere contrario di altri giudici, relatrice compresa.

In questo modo ci hanno sottratto la possibilità di cancellare con un colpo di spugna una delle “perle” del Governo Renzi, il contratto a tutele crescenti - ipocrita sin dal suo nome, evocativo di tutele che al contrario vengono sottratte - che ci viene venduto come il contratto che ha portato alla stabilità il lavoro precario, quando invece è quello che ha precarizzato il contratto a tempo indeterminato.

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Luciano Belli Paci

Dopo che la “Grande Riforma” è stata stroncata lo scorso 4 dicembre, finalmente Pd e soci una riforma costituzionale sono riusciti a farla: hanno abolito il referendum abrogativo previsto dall’art. 75 Cost.
Trattandosi di uno strumento di opposizione democratica che le minoranze possono utilizzare quando ritengono che su una determinata legge ad una maggioranza parlamentare non corrisponda la volontà del paese, è ovvio che la decisione se celebrarlo o no non possa essere rimessa alla stessa maggioranza, che altrimenti farebbe come Bertoldo nella scelta dell’albero a cui doveva essere impiccato.
Per questo la legge n. 352 del 1970 che regola il referendum ha affidato un ruolo determinante alla magistratura:  prima la Corte di Cassazione verifica la regolarità delle firme depositate dai proponenti, poi la Corte Costituzionale decide se il quesito referendario è ammissibile. Superati questi due passaggi, il governo è obbligato ad indire il referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

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