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Relazioni "virtuose" tra reclamo collettivo e ricorso alla Corte costituzionale in materia di tutele crescenti.

Lorenzo Fassina  (Responsabile Ufficio giuridico e vertenze Cgil nazionale)

Il contratto a tutele crescenti sotto la lente del Comitato Europeo dei Diritti Sociali e della Corte Costituzionale italiana: un possibile dialogo “complice” la Cgil?

Per comprendere meglio la vicenda oggetto di questo veloce contributo, occorre partire dall'ultimo atto di quello che è stato definito come il “mutamento di codice genetico” del diritto del lavoro in Italia consumatosi – come è noto - con la legge n. 183/2014, che ha delegato il governo di centro-sinistra alla formulazione di diversi decreti che hanno disciplinato organicamente l'ordinamento lavoristico (il cosiddetto jobs act). Tra gli otto decreti del Jobs act formulati dal Governo Renzi e approvati dal Parlamento nel 2015 senza tenere in alcun conto il parere contrario della Cgil, né – in alcuni casi – quello delle Commissioni parlamentari, quello che può essere considerato la chiave di volta del sistema è sicuramente il decreto legislativo n.23/2015...

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Intervista ad Alberto Piccinini

Intervista ad Alberto Piccinini Presidente dell'Associazione "Comma2".
Andata in onda su Isoradio in data 11 gennaio 2018.




Audio

I lavoratori e la democrazia

Fulvio Perini

Ho terminato le mie attività di collaborazione con la parte lavoratori dell’Organizzazione internazionale del lavoro nel novembre 2015. Dalla primavera del 2016 mi sono impegnato nel comitato piemontese per la difesa della Costituzione nella battaglia per il NO alle modifiche costituzionali in una attività quasi esclusivamente rivolta ai lavoratori. Personalmente, c’era anche la curiosità di riscoprire un mondo che avevo lasciato anni prima.

Svolgerò il mio intervento su questa esperienza e su alcune riflessioni indotte.

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Il COSTO DEL PROCESSO COME STRUMENTO DEFLATTIVO: una misura iniqua per colpire i più deboli

Nino Raffone

Il prossimo 7 marzo 2018 la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulle ordinanze di rinvio dei Tribunali di Torino e di Reggio Emilia, sulla legittimità costituzionale dell’art. 92, comma 2 cpc, relativo alla condanna della parte soccombente al pagamento delle spese legali, con riferimento agli artt. 3, 24, 111 della Costituzione.

Siamo tutti consapevoli che la rilevante diminuzione delle vertenze giudiziarie in materia di lavoro dipende in grande misura dal fatto che i lavoratori, ove dichiarati soccombenti, vengono condannati al pagamento delle spese legali,  in cifre che equivalgono a varie mensilità delle loro retribuzioni. La paura della condanna blocca il legittimo desiderio di tutelare un diritto, di contestare un sopruso.

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