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IL SALARIO MINIMO FISSATO PER LEGGE

di nzo Martino
Articolo pubblicato su ‘Questione Giustizia’, prestigiosa rivista di Magistratura Democratica.

Da alcuni mesi la discussione sul salario minimo fissato per legge ha varcato la ristretta cerchia degli addetti ai lavori e si è imposta all'attenzione dei “mass media” e quindi dell'opinione pubblica.
Finalmente, si potrebbe dire, perché l'esigenza di un intervento della politica per contrastare una situazione sociale che rischia di divenire esplosiva è ormai assolutamente ineludibile.
L'approssimazione e la superficialità con cui talora è stata trattata la questione, spesso osservata con le lenti deformate dell'appartenenza ad uno od all'altro schieramento politico, impone una riflessione serena e possibilmente scevra da pregiudizi o preconcetti ideologici.
Il fatto che il partito di maggioranza dell'attuale governo, dopo aver ottenuto l'approvazione delle discusse misure sul reddito di cittadinanza per tentare di contrastare la povertà, assuma ora il salario minimo come propria bandiera, non deve dunque condizionare la valutazione sulle diverse proposte in campo...

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CONVEGNO - BOLOGNA 31 MAGGIO 2019

"Un diritto del lavoro costituzionalmente orientato"

Evento organizzato da Associazione Comma2 e Magistratura Democratica.

Dialogo tra giudici e avvocati.
Registrazione video dell'evento.

Sono intervenuti:

Roberto Riverso (giudice della Corte di Cassazione), Carlo Guglielmi (avvocato giuslavorista), Umberto Romagnoli (professore emerito di Diritto del lavoro dell'Università di Bologna), Alberto Piccinini (avvocato, presidente dell'Associazione Comma2), Elisabetta Tarquini (giudice presso la Corte d’Appello di Firenze), Silvia Balestro (avvocato giuslavorista), Carlo Sorgi (presidente sezione lavoro Tribunale di Bologna), Piergiovanni Alleva (già professore Ordinario di Diritto del Lavoro - Università di Ancona), Luigi Mariucci (già professore di Diritto del lavoro presso l'Università Ca’ Foscari di Venezia), Carla Ponterio (giudice della Corte di Cassazione), Franco Focareta (docente di diritto del lavoro presso l'Università di Bologna), Sergio Ciliegi (avvocato), Bruno Del Vecchio (avvocato), Antonio Carbonelli (avvocato), Federico Martelloni (professore associato di Diritto del Lavoro presso l'Università di Bologna).

 

Commissione Lavoro della Camera - Audizione di Laura D'Amico.

Aula della Commissione Affari esteri - Audizione di Laura D'Amico, avvocato.

Mercoledì 5 giugno 2019
Registrazione video.


Laura D’amico in qualità di esperta, dalla Commissione Lavoro della Camera
sul progetto di legge Speranza in materia di sicurezza sul lavoro.

 

Salario minimo legale

di Luigi Mariucci

Allo stato vi sono tre disegni di legge all’attenzione della commissione lavoro del Senato. Il primo del PD, a firma Laus e aa., il secondo dei 5stelle, a firma Catalfo e aa., il terzo, annunciato dal PD come sostitutivo dei precedenti ddl, a firma Nannicini e aa.

Il primo ddl del PD, a firma Laus e ora, a quanto pare, revocato dallo stesso PD si limita a proporre un salario minimo legale nella cifra di 9 euro orari netti. Tale ipotesi è stata criticata dai sindacati e da una memoria unitaria Cgil-Cisl_Uil in quanto la fissazione di un salario minimo per legge ha l’effetto di svuotare la funzione della contrattazione collettiva e il ruolo di autorità salariale dei sindacati. Tanto più considerando che in Italia, a differenza di altri paesi europei, i contratti nazionali di lavoro hanno una copertura elevata (stimata nell’85%) e vengono disapplicati nei settori del lavoro irregolare e in nero, oppure nelle tipologie di lavoro la cui incerta qualificazione giuridica le sottrae alla applicazione della legislazione del lavoro (collaborazioni, finte partite Iva, parasubordinazione). Si aggiunga che in Italia, pure in mancanza di una attuazione dell’erga omnes di cui all’art.39 cost., si è realizzata una estensione indiretta del trattamento economico, ovvero dei minimi tabellari dei contratti nazionali di lavoro, grazie alla applicazione giurisprudenziale del principio di retribuzione proporzionale e sufficiente di cui all’art.36 cost.

Ragionando di salario minimo legale questa è infatti la questione di fondo: si tratta di un sostegno alla contrattazione collettiva, diretta a spingere verso l’alto la dinamica salariale, ovvero di un disincentivo al ruolo di autorità salariale dei sindacati finalizzato a svuotare la funzione dei contratti nazionali di lavoro e favorire l’aziendalizzazione delle relazioni sindacali? Proposte risalenti in tema, formulati da vari team di economisti, andavano esattamente in quest’ultima direzione.

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