Salario minimo per combattere il lavoro povero

di Alberto Piccinini e Carlo Sorgi
Articolo pubblicato su Questione Giustizia del 19.01.2022

Il tema del salario minimo assume nel panorama sociale e politico del paese un rilievo sempre maggiore, sia per le connessioni con il grave problema del lavoro povero, sia per l’andamento delle dinamiche salariali, non sempre in sintonia con il dettato costituzionale.

1) Sul lavoro povero Il tema del Salario Minimo (SM) è in stretta connessione con quello della necessità di individuare un argine per affrontare il gravissimo problema sociale del lavoro povero. Nell’articolo Reddito di cittadinanza: il problema è il lavoro povero di Massimo de Minicis e Marco Marucci2 parlando dell’impatto che avrebbe il reddito di cittadinanza sulla società, sul welfare e sul mercato del lavoro in Italia, gli Autori individuano quattro punti di riflessione. Accanto alla definizione di un sistema di ammortizzatori sociali previdenziali-assistenziali più universale, ad un accesso meno selettivo al RdC in termini di anni di residenza in Italia, alla ricerca di inserimenti occupazionali di qualità̀ in termini di consistenza e persistenza della prestazione lavorativa, viene indicata come prioritaria «l’approvazione di una legge salariale minima, per limitare il fenomeno dei working poor, gli occupati con almeno una settimana contributiva richiedenti il reddito che presentano retribuzioni tanto basse da rappresentare una quota pari al 12 per cento delle retribuzioni annue medie dei lavoratori del settore privato in Italia (35.050 euro, Istat 2018)».

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