• PrimaSC01
  • SecondaSC2PP
  • Home

solano2
È possibile porre un freno alla deriva che sta mettendo a dura prova i diritti dei lavoratori?

È possibile ricominciare a pensare a un diritto del lavoro diseguale, come quello che i legislatori
del 1970 avevano pensato per i lavoratori di allora ?

È possibile pensare nuovamente a un diritto del lavoro che abbia come primo obiettivo quello di ridurre le diseguaglianze tra datori di lavoro e lavoratori ?
Noi pensiamo che si possa.
Anzi, pensiamo che si debba.
In questi anni ci hanno fornito spiegazioni dai toni apocalittici per giustificare la riduzione di tutele dei lavoratori (dalla fuga dei capitali stranieri alla dissoluzione del tessuto produttivo del paese).Solo sacrificando i lavoratori si poteva sperare di restare in Europa, alla pari con gli altri paesi, e solo riducendo le garanzie si poteva salvare l’economia nazionale.
La realtà ha dimostrato che nei fatti le cose non stavano e non stanno così. Per di più la riduzione delle tutele ha raggiunto livelli che la stessa UE ritiene non accettabili.La sanzione per un licenziamento totalmente ingiustificato è di ridottissimo impatto per le imprese, ma è soprattutto inefficace per risarcire il gravissimo pregiudizio determinato dalla perdita incolpevole del posto di lavoro.

Continua a leggere

Rider - Sentenza Giudice del lavoro di Palermo 24 novembre 2020

di Enzo Martino
Articolo pubblicato in contemporanea con Volere la Luna.

Ha destato molto clamore la sentenza con la quale il Giudice del lavoro di Palermo il 24 novembre 2020 ha dichiarato la natura subordinata del rapporto di lavoro di un rider che operava sotto la direzione dell'algoritmo gestito dalla società Foodinho (meglio nota con il marchio “Glovo”).
E' infatti la prima decisione del genere in Italia ed è giunta inaspettata perché la strada che giurisprudenza e legislatore avevano sinora tracciato per dare finalmente delle tutele  anche ai lavoratori della GIG economy era assai diversa.
Dopo alcune sentenze del tutto negative di alcuni Tribunali, la Corte d’Appello di Torino aveva operato un primo passo con  la sentenza del 4 febbraio 2019 nella quale aveva ritenuto applicabile ai ciclo-fattorini di Foodora l’art. 2 del decreto legislativo n. 81/2015, che estende la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente.
Questa decisione era stata poi confermata dalla Cassazione con la decisione n. 1663 del 24 gennaio 2020, anche se con una motivazione in parte differente (si veda: I rider hanno diritto a tutte le tutele del lavoro subordinato: parola di Cassazione, in Volerelaluna.it).
Nel frattempo, era intervenuto anche il legislatore con la legge 2 novembre 2019 n. 128, con la quale, ispirandosi anche all'impostazione adottata dai Giudici, veniva ampliata la nozione di collaboratore etero-organizzato, per facilitare l'applicazione della disciplina del lavoro subordinato anche fuori dal suo perimetro tradizionale (si veda: I rider aprono la strada a nuove tutele per i lavoratori, in Volerelaluna.it).
La strada delineata era dunque quella di estendere la disciplina del lavoro subordinato alle collaborazioni autonome organizzate dal committente, piuttosto che  allargare la nozione tecnica di subordinazione.

Continua a leggere

La discriminazione corre su due ruote

di Giulia Municchi
Tirocinante ex art. 73 d. l. 69/2013 Sezione Lavoro Tribunale Bologna
1. Introduzione 

Con l’ordinanza nel fascicolo n. 2949\2020 sez. Lav. Trib. Bologna depositata il 31/12/2020, il Tribunale di Bologna ha compiuto un ulteriore passo sulla strada della tutela degli ormai famosissimi riders, ossia i fattorini su due ruote che consegnano cibo e altri beni a domicilio in base alle ordinazioni dei clienti inserite nella propria piattaforma digitale di riferimento. In particolare, il tema trattato in questa sede è quello della discriminazione ai fini delle libertà sindacali, non certo meno importante della celebre questione dibattuta sia in dottrina sia in giurisprudenza – nazionale ed estera – relativa all’inquadramento contrattuale e alle conseguenti tutele riconoscibili a questa particolare categoria di lavoratori.

2. I fatti di causa 

Nello specifico, il ricorso innanzi alla Sezione Lavoro del Tribunale di Bologna era stato presentato ai sensi dell’art. 5, co. 2, d.lgs. n. 216/2003 in data 16/12/2019 dalla Federazione Italiana Lavoratori dei Trasporti - Filt Cgil di Bologna, la Filcams Cgil di Bologna e la Nidil Cgil Bologna, le quali convenivano in giudizio la piattaforma digitale Deliveroo Italy SRL al fine di accertare la natura discriminatoria del sistema di prenotazione dei turni di lavoro predisposto dalla società, con conseguente riconoscimento del diritto al risarcimento del danno e rimozione degli effetti dannosi della condotta contestata.

| L'intero articolo di Giulia Municchi - scaricabile cliccando sul seguente link: << Download File .pdf >> 

| Ordinanza Tribunale di Bologna contro Deviveroo - scaricabile cliccando sul seguente link: << Download File .pdf >> 

 


 

Un ricordo (molto personale) del prof. Luigi Mariucci

di Alberto Piccinini 
Articolo pubblicato su Questione Giustizia del 15/12/2020 (www.questionegiustizia.it)

Non intendo parlare dei meriti scientifici di Luigi Mariucci: altri, ben più titolati di me, lo faranno, e comunque per lui parlano i suoi scritti. Mi limiterò quindi a ricordi personali.
In teoria i nostri destini professionali non avevano motivo di incontrarsi: lui, accademico puro, non aveva mai esercitato la professione di avvocato (sarebbe stato un ottimo avvocato…), attività svolta dal sottoscritto con altrettanta esclusività.
Ci univa, però, la stessa convinzione che, con il nostro lavoro, potessimo svolgere quella “militanza politica” che aveva caratterizzato la nostra giovinezza, e avevamo entrambi individuato nel diritto del lavoro un terreno che ci consentiva di poterlo fare “dalla parte dei più deboli”.
E così il giovane professor Mariucci negli anni ottanta fu, con Stefania Scarponi, consulente delle FIOM di Bologna, per poi divenire autorevole membro della Consulta Giuridica nazionale della CGIL (insieme con Massimo d’Antona, Giorgio Ghezzi, Piergiovanni Alleva, Amos Andreoni, Franco Carinci, Giuseppe Ferraro, Mario Giovanni Garofalo, Massimo Roccella, per citarne solo alcuni), costituita nel 1987 anche per elaborare “il punto di vista” tecnico-giuridico della CGIL. Il suo contributo, sempre caratterizzato da un costruttivo spirito critico, è stato essenziale, in particolare, nello studio della rappresentanza in azienda e della democrazia sindacale, che ha poi portato all’accordo interconfederale del 1993 sulle RSU.
Ed indubbiamente la legislazione dell’inizio degli anni novanta ha risentito del lavoro della Consulta: si pensi alla legge 108 del 1990 in materia di licenziamenti individuali; alla procedura disciplinata dall’art. 47 della legge 248 del 1990 in materia di trasferimento d’azienda o di ramo d’azienda (per la cui violazione il terzo comma prevede l’automatica sussistenza della condotta antisindacale); alla legge 146 del 1990 di regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali (che nella ricerca di un equilibrio tra i diversi beni costituzionalmente garantiti in gioco , ha comunque contenuto istanze politiche che avrebbero voluto una maggiore invasività della legge nel comprimere l’esercizio del diritto di sciopero); alla legge 223 del 1991, finalmente attuativa della direttiva comunitaria in materia di licenziamenti collettivi, con una procedura che valorizza ampiamente il ruolo del sindacato; alla legge 421 del 1992 (fortemente voluta da Massimo d’Antona) che imbocca la strada della privatizzazione del pubblico impiego.
La passione per la politica ha portato Luigi Mariucci a importanti incarichi amministrativi, come quello di consigliere e assessore regionale in Emilia Romagna (presidenti Bersani ed Errani) o consulente del sindaco di Bologna Cofferati, ma senza fargli dimenticare il diritto del lavoro: ed infatti ha contribuito all’elaborazione sia delle quattro leggi di iniziativa popolare della CGIL del 2002-2003, sia della Carta dei diritti universali dei lavoratori e delle lavoratrici dal 2015-2016.

Continua a leggere

 

 

Sede

Via San Felice, 6
Bologna 40122 - Italia
Tel.: +39 349 2855 451
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Comma2.it | All rights Reserved.