Lettera Aperta – Adesioni
Lettera Aperta | Raccolta Adesioni
A sostegno dell’iniziativa promossa dal Direttivo
Spett.li Consiglio Nazionale Forense protocollo@pec.cnf.it Redazione de “Il Dubbio” segreteria@ildubbio.news Edizioni Diritto e Ragione srl edizionidirittoeragione.srl@legalmail.it
Oggetto: Il Dubbio — ancora il quotidiano dell'Avvocatura?
Il Dubbio, fondato nel 2016 ed edito dalla Società Edizioni Diritti e Ragione, interamente partecipata dal CNF, ha dedicato per mesi ampio spazio al Referendum Costituzionale sulla Giustizia, schierandosi apertamente a favore del Sì.
Pur nel rispetto delle diverse posizioni espresse durante la campagna referendaria, restiamo attoniti di fronte al sostegno offerto da un quotidiano che dovrebbe rappresentare l'intera avvocatura alle scelte dei partiti di Governo, in un contesto caratterizzato da forti contrapposizioni politiche.
Il Dubbio è finanziato con i contributi degli iscritti, dei quali sembra fare un uso improprio, venendo meno alla propria funzione di servizio all'avvocatura. Il quotidiano ha infatti rappresentato, in modo fuorviante, che l'intera categoria — o la sua maggior parte — sarebbe favorevole alla riforma, sposando apertamente la posizione dell'Unione delle Camere Penali, che rappresenta solo una parte minoritaria della professione.
Il giornale dell'avvocatura è tenuto a mantenere equidistanza su un tema delicato come una riforma costituzionale sostenuta da un Governo che manifesta insofferenza verso le decisioni della magistratura non allineate alle proprie scelte politiche.
Analoghe considerazioni valgono per lo schieramento dell'intero Consiglio Direttivo del CNF a favore della riforma costituzionale: una scelta che non appare rispettosa del mandato ricevuto dagli iscritti, configurandosi come una precisa opzione politica.
Per queste ragioni chiediamo:
- le dimissioni del direttore del quotidiano Il Dubbio, per la grave faziosità impressa alla linea editoriale di un giornale che appartiene all'intera avvocatura
- la riconduzione del ruolo del CNF alla rappresentanza della categoria degli iscritti, anche nelle prese di posizione pubbliche
Distinti saluti
Modulo di adesione
AREA RISERVATA
Il 7 marzo 2018 è stata discussa, alla Corte Costituzionale, la questione di costituzionalità dell'art. 92 c.p.c. che, nella sua attuale ultima formulazione, impedisce al magistrato di compensare le spese legali tra le parti tenendo conto, ad esempio delle condizioni soggettive di una delle parti (e quindi che nel processo del lavoro c'è una parte più debole e meno abbiente, paradossalmente trattata in modo più svantaggioso dell'altra) o anche solo richiamando ipotesi di soccombenza incolpevole.